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HAWK forzato in 60 Ore: La Crittografia ha un problema di velocità

Un'AI da 100mila dollari ha trovato in 60 ore una falla in HAWK sfuggita a due anni di revisione NIST. Il problema non è l'attacco: è la velocità.

HAWK forzato in 60 Ore: La Crittografia ha un problema di velocità

Cinque modelli linguistici di frontiera hanno rotto tra il 65% e l'86% degli schemi crittografici di Tier 1 in un benchmark appena pubblicato: 191 primitive reali, nessuna debolezza inserita artificialmente, molte sopravvissute per anni all'analisi di esperti senza che nessuno trovasse nulla.

Il dato arriva da CryptanalysisBench, collaborazione tra Anthropic, ETH Zurich, Tel Aviv University e University of Haifa. Ed è il numero giusto per inquadrare la notizia ma non per capire cosa sta succedendo.

Il problema non è che i modelli trovano attacchi. O meglio, non è solo quello. È che la velocità con cui li trovano supera quella con cui gli umani riescono a verificarli.

Il 28 luglio 2026 Anthropic ha pubblicato due risultati che danno una misura precisa di questa asimmetria.

Il primo riguarda HAWK, uno schema di firma digitale post-quantum sopravvissuto a due round di revisione NIST in due anni. Claude Mythos Preview ha trovato un attacco migliorato in circa 60 ore di lavoro semi-autonomo, dimezzando la forza effettiva delle chiavi. Per HAWK-256, il costo stimato di un attacco completo è passato da 2⁶⁴ a 2³⁸.

Il secondo riguarda una versione ridotta di AES a 7 round: Mythos ha prodotto un attacco da 200 a 800 volte più veloce del precedente stato dell'arte, usando una tecnica che ha chiamato Möbius Bridge.

Costo API per ciascuna scoperta: circa 100.000 dollari.

Cosa è successo con HAWK

HAWK è uno dei candidati rimasti al terzo round del bando NIST per firme digitali post-quantum. La sua sicurezza si basa sulla durezza del Lattice Isomorphism Problem. In due anni di revisione pubblica, nessun esperto umano aveva trovato il punto debole che Mythos ha identificato.

L'attacco sfrutta un automorfismo non banale nel reticolo usato da HAWK: una simmetria interna che lavori precedenti avevano teorizzato potesse consentire un attacco, ma che nessuno era riuscito a individuare nel reticolo specifico di HAWK. L'automorfismo scoperto da Mythos consente un attacco di enumerazione più veloce: ancora esponenziale, ma abbastanza potente da richiedere il raddoppio della dimensione delle chiavi per mantenere lo stesso livello di sicurezza. Un raddoppio che, come nota il paper, «elimina molte delle ragioni che rendevano HAWK un candidato attraente».

Il processo di scoperta ha usato una configurazione multi-agente in stile Claude Code, con agenti che collaboravano in un ambiente sandbox con accesso a Python, Sage e letteratura crittografica.

La dinamica più interessante: due agenti hanno trovato l'idea chiave lavorando in parallelo. Il primo l'ha scartata come impraticabile. Il secondo ha trovato il modo di sfruttarla completamente. Hanno continuato a scambiarsi messaggi finché entrambi non hanno convenuto di avere un attacco efficace.

Un ricercatore umano con background in informatica teorica ma senza esperienza in crittografia reticolare ha supervisionato il processo, intervenendo solo per dare indicazioni di gestione del progetto. Niente guida tecnica sulla crittografia.

Il codice demo dell'attacco è pubblico, insieme al paper completo.

AES: una settimana per scoprire, un mese per verificare

Il secondo risultato è più rivelatore, anche se ha meno impatto pratico immediato: l'attacco riguarda AES a 7 round (quello completo ne ha 10), una versione ridotta studiata per decenni senza conseguenze per i sistemi in produzione.

L'agente che non voleva provarci

Mythos ha lavorato in modo quasi completamente autonomo. Tanto che all'inizio si è rifiutato di provarci. «AES-128 r5/r6/r7: non si trova nulla perché non c'è nulla di facile da trovare; questo è il cifrario a blocchi più studiato che esista», ha scritto in una sessione iniziale.

Ci sono voluti tre prompt umani in tre giorni per convincerlo a insistere: «di nuovo, l'obiettivo è che abbiamo un modello molto intelligente, bravo come un ricercatore di alto livello, vogliamo trovare nuovi attacchi».

Tre giorni e un miliardo di token dopo, Mythos ha prodotto il Möbius Bridge.

Poi è iniziato il vero lavoro: due ricercatori di Anthropic hanno passato quasi un mese a studiare crittografia abbastanza a fondo da validare ciò che il modello aveva prodotto in una settimana. Non erano esperti di crittografia, e il grosso del loro tempo è andato via a verificare la correttezza matematica dell'attacco. Il blog post di Anthropic lo ammette con una franchezza che è essa stessa un dato:

«La stragrande maggioranza del nostro tempo negli ultimi mesi è stata spesa per verificare la correttezza dei risultati di Claude».

Il collo di bottiglia non è più la scoperta

Questa frase è il vero shock strutturale di questa pubblicazione. Non «l'AI fa ricerca». Non «i modelli sono bravi in matematica». Il tasso di scoperta sta superando il tasso di verifica.

La crittografia moderna si regge su un presupposto implicito: trovare un attacco è così costoso in termini di competenze e tempo che il processo di peer review (lento, umano, sequenziale) può tenere il passo. Ogni schema segue un ciclo che dura anni: proposta, esame, attacco, revisione. Funziona perché il rateo di scoperta di nuovi attacchi è storicamente basso.

Mythos ha prodotto in 60 ore un attacco che due anni di processo NIST non avevano trovato. Poi ha prodotto in una settimana un attacco che ha richiesto un mese per essere validato. Anthropic stessa ammette di aver raggiunto «i limiti della nostra conoscenza» e che la verifica sta diventando il collo di bottiglia.

Non è un problema di sicurezza nazionale immediata: HAWK non è ancora in produzione, e l'attacco AES riguarda una versione ridotta. Ma la direzione è chiara. CryptanalysisBench mostra che tutti e cinque i modelli testati (Claude Opus 4.8, Sonnet 5, Mythos 5, GPT-5.5, e l'open-weight GLM-5.2) rompono la maggioranza degli schemi di Tier 1, e producono attacchi inediti su schemi a piena forza come SpoC AEAD e KINDI. Il benchmark è stato progettato proprio per tracciare se e quando la crittoanalisi automatica diventerà un fattore serio.

Se si leggono i numeri, la risposta è che lo è già.

Cosa cambia adesso

La comunità crittografica si basa sulla revisione avversaria: gli schemi vengono proposti, esaminati, attaccati e rivisti finché non si ritengono sicuri. Anthropic inquadra correttamente i suoi risultati come parte di questo processo. Ma c'è una differenza tra un ciclo che funziona con 50 esperti umani che producono attacchi in anni, e lo stesso ciclo con modelli che ne producono a decine in giorni.

Il paper di CryptanalysisBench lo dice esplicitamente: i modelli stanno già eguagliando e in alcuni casi superando lo stato dell'arte pubblicato. Non su cifrari artificiali: su primitive reali proposte per la standardizzazione NIST. E questo con modelli standard e budget modesti.

Anthropic ha seguito procedure di divulgazione responsabile: ha condiviso l'attacco HAWK con gli autori a giugno, coordinato la pubblicazione con la mailing list NIST e consultato enti governativi e partner industriali. Per ora, il sistema ha retto.

La domanda che il blog post solleva nelle conclusioni è quella che conta: «sarebbe prudente considerare come i ricercatori dovrebbero reagire se un modello linguistico scoprisse vulnerabilità in crittosistemi dove gli attacchi hanno un impatto immediato nel mondo reale».

Non è un'ipotesi accademica. Mythos Preview ha già trovato attacchi pratici su LEA a 13 round (recupero della chiave in meno di un'ora su un desktop moderno), Serpent-128 a 6 round, e miglioramenti su Salsa20, Poseidon e SHA-1.

La crittografia ha sempre funzionato perché il costo di attaccare era più alto del costo di difendere. Se modelli da 100mila dollari possono invertire questa asimmetria in 60 ore, non è la fine della crittografia: ma è la fine della crittografia come l'abbiamo conosciuta finora.

Further Reading

Discovering cryptographic weaknesses with Claude
Anthropic researchers find weaknesses in cryptographic algorithms with Claude Mythos Preview

il blog post ufficiale di Anthropic (28 luglio 2026) con tutti i dettagli sugli attacchi HAWK e AES, il processo di scoperta e le implicazioni.

CryptanalysisBench: Can LLMs do Cryptanalysis?
Cryptanalysis - the task of finding attacks against cryptographic schemes - sits at the intersection of mathematical reasoning and cybersecurity, two areas where LLMs have advanced fastest. Cryptanalysis represents both a clean testbed for frontier reasoning (as practical attacks can be automatically verified) and a domain with unusually high stakes, since the primitives under study underpin our digital security. In this paper we ask whether LLMs can do cryptanalysis, and find that the answer is increasingly yes. We introduce CryptanalysisBench, 191 tasks across six families of cryptographic primitives (block ciphers, hash functions, etc.) drawn primarily from four NIST standardization competitions. Our benchmark consists of three tiers: (i) primitives with known practical breaks; (ii) primitives with no known practical break, evaluated both at full strength and as scaled-down variants; and (iii) a challenge set of production primitives at the frontier of cryptanalysis. Five frontier models (Claude Opus 4.8, Sonnet 5, Mythos 5, GPT 5.5, and the open-weights GLM 5.2) break 65%-86% of Tier 1 schemes, 6-12 Tier-2 schemes at full strength, and 24-61 across all scaled-down variants. Beyond deriving known results, models produce novel cryptanalysis, such as a key-recovery attack that exploits a design flaw in the SpoC AEAD and an error in KINDI’s published CCA-security proof, both to the best of our knowledge not previously known. We release CryptanalysisBench as a tool to help track if (or when) AI cryptanalysis becomes a serious factor and as a scaffold for stress-testing candidate schemes before deployment. The attacks that the benchmark already surfaces are an early snapshot of a fast-moving frontier that may soon match, and in places exceed, the published state of the art.

(arXiv 2607.18538): il paper della collaborazione Anthropic/ETH/Tel Aviv che introduce il benchmark di 191 task e documenta i risultati dei cinque modelli frontier.

GitHub - anthropics/cryptography-research-demo
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