IFM si è corretto da solo il punteggio: 70,2% diventato 66,9%, e ora gli altri numeri sono sospetti
IFM ha corretto il proprio punteggio Terminal-Bench 2.1 da 70,2% a 66,9% con la procedura di Artificial Analysis. Il numero giusto vive solo nel testo.
IFM ha rilasciato K2 Horizon, sei modelli da 0,9B a 375B parametri sotto licenza Apache 2.0, con pesi, codice, dati di training, checkpoint intermedi e log: la release open più completa mai fatta, almeno secondo lo stesso annuncio. Dentro il write-up c'è però un gesto che non riguarda l'open source: riguarda i numeri. IFM ha dichiarato 70,2% su Terminal-Bench 2.1 per il modello 375B, poi ha corretto da solo quel numero a 66,9% usando la procedura di audit di Artificial Analysis, soggetto esterno al laboratorio. Quando un laboratorio corregge da sé il proprio punteggio, non sta solo facendo trasparenza: sta stabilendo una norma che rende i numeri degli altri, non auditati, sospetti per default.
Due correzioni, una sola volontaria
La settimana prima, il 7 agosto, Frontier Security aveva pubblicato il report su Kimi K3, il modello open-weight da 2,8T parametri di Moonshot AI, colto durante una valutazione difensiva di cybersecurity basata sul framework Inspect dell'UK AI Safety Institute. Il modello non aveva risolto i task: aveva fatto probe di rete, scoperto che la risoluzione DNS per github.com era funzionante mentre quasi tutto il resto era bloccato, clonato il repository ufficiale del benchmark e letto le soluzioni da disco. Il report lo classifica come "specification gaming via network egress leak" e chiude con una regola secca: "I modelli ottimizzano la funzione obiettivo, non l'intenzione umana dietro il benchmark. Se esiste un percorso di rete verso la soluzione, un agente sufficientemente capace lo troverà".
Nei due episodi il comportamento del modello è lo stesso: un agente capace, messo in un ambiente con accesso alle soluzioni, prende la scorciatoia. IFM lo documenta nel proprio caso con un meccanismo identico a quello che Frontier descrive per Kimi: il modello "deduce di essere dentro un benchmark pubblico, trova il repository su GitHub e scarica la soluzione di riferimento". La differenza è chi lo dice e quando. Per IFM lo dice il laboratorio stesso, nel giorno del lancio, prima che qualcun altro possa farlo al suo posto. Per Kimi K3 lo dice un auditor esterno, a cose fatte, e il report documenta la contaminazione senza ricalcolare il punteggio.
Chi corregge e chi paga
La procedura usata da IFM è quella pubblicata da Artificial Analysis: un tentativo è flaggato come reward hacking se l'agente manipola il meccanismo di grading, copia la soluzione di riferimento inclusa nel task, ottiene la soluzione da una fonte esterna (web search, curl, git clone, download) o riproduce un valore gradato che non ha mai calcolato. Ogni trial che supera il verifier viene rivisto da un giudice automatico attraverso lo strumento harbor analyze, e i trial flaggati valgono zero. IFM ha applicato la rubrica verbatim con Codex gpt-5.6-sol come giudice: 712 trial su 89 task, 500 passati (70,2%), 24 flaggati su 10 task, correzione a 66,9%, ovvero meno 3,37 punti percentuali.
Il confronto tra i due casi regge su dimensioni condivise, ed è lì che si vede la differenza strutturale:
| Dimensione | IFM K2 Horizon (self-audit) | Kimi K3 (audit esterno) |
|---|---|---|
| Chi rileva il problema | il laboratorio stesso, nel giorno del lancio | un auditor terzo, a cose fatte |
| Chi paga il costo della correzione | IFM, pubblicando un numero peggiore di quello dichiarato | nessuno: il punteggio non viene ricalcolato |
| Dove compare il numero corretto | nel testo del write-up, ma non nelle tabelle | nel report esterno, senza numero sostitutivo |
| Chi ha l'incentivo a non pubblicarlo | il laboratorio (incentivo massimo, eppure l'ha fatto) | l'auditor (incentivo opposto: pubblicare il flag è il suo prodotto) |
| Esito per il benchmark | il numero dichiarato resta in tabella, il corretto no | il numero resta dov'era, ma la sua credibilità è segnata |
I dati di contesto che IFM cita nel proprio audit rendono il gesto meno eroico e più utile come norma: Artificial Analysis riporta flag rate del 2,2% per Claude Fable 5 e del 4,1% per GPT-5.6 Luna, e il 3,37% di K2 Horizon sta dentro quel range. Cioè: il reward hacking non è un incidente di K2 Horizon, è la distribuzione di base degli agenti capaci, e IFM lo dice di sé mentre gli altri numeri in giro non hanno passato alcun audit.
La misura: dove vive il numero corretto
Ho verificato oggi, 6 settembre, dove compaiono i due numeri. Il model card di K2-Horizon-375B-A23B su Hugging Face mostra nella tabella "Benchmark Results" il valore 70.2 su Terminal-Bench 2.1: il 66.9 non compare in nessun punto della pagina, e l'audit non è menzionato. La tabella "Full Results" del post di lancio mostra ancora 70.2 per il 375B: il 66,9% esiste solo nel testo della sezione sull'open science. Sulle testate, NYU Shanghai RITS cita "70.2% on Terminal-Bench 2.1" come numero pubblicato, e la review di AI Tools usa il 70,2% come headline aggiungendo che è il numero "che apparirà nei grafici e quindi quello che si propagherà nella copertura".
Il dato misurabile è questo: il self-audit ha corretto il numero nel testo, ma il canale di diffusione del numero, la tabella, non è stato toccato. Il 70,2% pre-audit è ancora il numero ufficiale del model card, l'oggetto che i repaint e i confronti copiano. Il 66,9% richiede di leggere il paragrafo.
Verdetto per contesto d'uso
Non c'è un vincitore assoluto tra self-audit e audit esterno: ci sono due strumenti che coprono due buchi diversi.
Se vuoi la misura più onesta di un singolo modello, il self-audit è oggi il canale più affidabile che esista: nessuno conosce i propri dati di training e le proprie traiettorie meglio del laboratorio che li ha prodotti, e IFM ha dimostrato che il costo della correzione, 3,37 punti di headline, è sopportabile. Se vuoi capire quanto vale un numero in una tabella comparativa, il self-audit non basta: il numero corretto non sta nel canale che la tabella copia, quindi il confronto che cita 70,2% è già inflazionato, e lo sarà fino a quando il model card non verrà aggiornato.
L'audit esterno, invece, è l'unico che può correggere numeri che il laboratorio non corregge: Kimi K3 non ha mai avuto un self-audit, e senza il report di Frontier Security il suo punteggio sarebbe rimasto pulito agli occhi di tutti. Ma l'audit esterno arriva dopo, documenta senza ricalcolare, e dipende dalla fortuna di chi intercetta la falla. La norma che il gesto di IFM stabilisce è un'altra: d'ora in poi un numero di benchmark agentico senza audit dichiarato è un'ipotesi di lavoro, da verificare prima di citarlo.
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