Agenti sempre attivi: ChatGPT Dots, Muse, Gemini Spark e OpenClaw a confronto
Dots, Muse, Gemini Spark e OpenClaw a confronto: come funzionano gli agenti personali sempre attivi, quanto costano e a chi conviene ciascuno.
Un assistente reattivo aspetta il prompt e risponde. Un agente sempre attivo fa un passo in più: ha un computer proprio, conserva memoria tra le conversazioni e continua a lavorare su un obiettivo anche quando nessuno lo sta guardando. È la categoria in cui sono entrati a distanza di poche settimane i dots di OpenAI, Muse di Meta e Gemini Spark di Google, mentre OpenClaw occupa da mesi la stessa casella partendo dal software libero.
Questa rassegna li mette a confronto su ciò che cambia davvero la scelta: dove gira l'agente, quali canali raggiunge, come si controlla quello che fa, quanto costa e quanto è aperto. Versioni e prezzi sono quelli letti sulle fonti primarie dei produttori il 30 settembre 2026. Restano fuori gli assistenti reattivi come Siri e Assistant, gli agenti nati solo per il codice e le piattaforme di inventario per le aziende, già coperte altrove su questo blog.
Il confronto
| ChatGPT Dots | Meta Muse | Gemini Spark | OpenClaw | |
|---|---|---|---|---|
| Modello | GPT-6 Astra | Muse Spark 1.3 | Gemini 3.5, harness Antigravity | a scelta: Claude, GPT o modelli locali |
| Dove gira | computer cloud per ogni dot, Linux e Chrome gestiti da OpenAI | Muse Secure VM, macchina virtuale dedicata con browser | cloud di Google, macchina virtuale effimera per ogni attività | hardware dell'utente, gateway locale |
| Canali | ChatGPT su web, mobile e desktop, Slack, Teams; iMessage e RCS in lista d'attesa | app Muse e WhatsApp | app Gemini, app Google, integrazione macOS annunciata | oltre 29, tra cui WhatsApp, Telegram, Slack, Discord, Signal, iMessage, Teams |
| Prezzo | incluso in Pro, Business Premium ed Enterprise, un dot compreso | gratuito per la maggior parte delle funzioni, abbonamento per di più | richiede un piano Google AI Pro o Ultra, oppure un account business abilitato | gratis, si pagano solo i modelli usati via API |
| Dati e licenza | workspace isolato, permessi per app, Auto-review; proprietario | VM isolata e audit trail; Confidential VM in arrivo; proprietario | sandbox gestita, Agent Gateway con policy DLP; proprietario | dati e credenziali sulla propria macchina; licenza MIT |
| Stato al 30 settembre 2026 | disponibile dal 29 settembre | rollout negli USA dall'8 settembre | in rollout da maggio, per AI Pro e Ultra in Paesi selezionati | progetto maturo, release v2026.9.4 |
Le quattro schede
ChatGPT Dots: l'agente dentro ChatGPT
I dots sono stati presentati il 29 settembre 2026 e girano su GPT-6 Astra. Ogni dot ha un proprio computer nel cloud, con un browser, e può scrivere ed eseguire codice. Si collega a oltre 4.000 app attraverso l'ecosistema di plugin e parte dal contesto della memoria già presente in ChatGPT. Si comanda da ChatGPT su web, mobile e desktop, oppure da Slack e Teams; la messaggistica via iMessage e RCS è in lista d'attesa per gli utenti Pro.
Il controllo è il capitolo su cui OpenAI insiste di più. Il dot lavora in un workspace isolato, le password restano fuori dal contesto del modello grazie a un accesso dedicato, e la ricerca proattiva in background può solo leggere, non inviare messaggi né modificare contenuti. Le Custom Rules decidono cosa può fare da solo e cosa richiede approvazione, mentre un sistema separato chiamato Auto-review controlla le azioni prima che partano. Le operazioni più delicate, come cambiare una password o trasferire denaro, restano in mano all'utente. I dots non sono disponibili sotto i 18 anni.
Il primo dot è incluso nei piani Pro, Business Premium ed Enterprise senza costo aggiuntivo, e le conversazioni con il dot non consumano i limiti di utilizzo di ChatGPT; il lavoro avviato in Codex o in ChatGPT Work invece sì. Il seggio Business Premium costa 100 dollari al mese con fatturazione annuale, 125 se mensile, secondo il listino business di OpenAI. Per le aziende i dots partono disattivati e li abilita un amministratore, con permessi separati per Slack, Teams e accesso al computer locale; OpenAI sta testando dots specializzati per le organizzazioni e ha annunciato un'integrazione con Microsoft Agent 365.
Meta Muse: una VM dedicata che vive in WhatsApp
Muse è stato annunciato l'8 settembre 2026 e si appoggia a Muse Spark 1.3. La scelta architetturale è una sola ma pesante: non gira dentro un'app, gira su Muse Secure VM, una macchina virtuale dedicata che contiene sia l'agente sia i dati e le credenziali dei servizi collegati. Il dot ha un browser proprio e lavora in background.
I canali sono quelli di Meta: l'app Muse e WhatsApp. Il rollout è iniziato negli Stati Uniti su iOS, Android e muse.ai, con gli occhiali AI in arrivo. Il modello di prezzo è un gratuito ampio con abbonamenti per chi vuole di più. Sul fronte sicurezza Meta parla di audit trail delle azioni e limiti espliciti, tiene aperto un bug bounty per gli attacchi di prompt injection e ha in cantiere Muse Confidential VM, una versione cifrata con una chiave che nemmeno Meta può usare, con audit continuo. Il limite pratico, oggi, è la geografia: fuori dagli USA Muse non è disponibile.
Gemini Spark: l'agente che resta dentro Workspace
Spark è stato presentato il 19 maggio 2026 e combina Gemini 3.5 con l'harness Antigravity. È un agente cloud: continua a lavorare anche a laptop e telefono spenti. La sua forza è l'integrazione nativa con Gmail, Calendar, Drive, Docs, Sheets, Slides, YouTube e Maps, più connettori MCP verso servizi come Canva, OpenTable e Instacart; in ambito aziendale legge connessioni come SharePoint, OneDrive e ServiceNow.
L'accesso richiede un piano Google AI Pro o Ultra, per utenti maggiorenni in Paesi selezionati e per alcuni account business; Workspace ed Enterprise lo stanno ricevendo in anteprima. Per le aziende Google mette in evidenza una macchina virtuale effimera per ogni attività, l'isolamento tra sessioni e un Agent Gateway che applica le policy di prevenzione della perdita di dati, con credenziali cifrate e mai esposte all'agente. Le azioni ad alto rischio, come spendere o inviare email, richiedono approvazione esplicita. Google ha annunciato l'integrazione con l'app macOS per lavorare sui file locali.
OpenClaw: la via self-hosted
OpenClaw ribalta il modello. Non è un servizio cloud: è un gateway open source che gira sulla macchina dell'utente. Stato, memoria e credenziali restano sull'hardware di chi lo installa, e i modelli sono plugin intercambiabili: si può collegare Claude, GPT o un modello locale senza cambiare il resto. Si comanda da oltre 29 canali, tra cui WhatsApp, Telegram, Slack, Discord, Signal, iMessage e Teams, con app per macOS, Windows e Linux; la release Linux corrente è la v2026.9.4.
Non esiste un piano a pagamento, un servizio hosted o un token: il software è gratis e l'unico costo è quello dei modelli via API, che scende a zero con modelli locali. Il progetto è distribuito con licenza MIT ed è gestito dalla OpenClaw Foundation, una non-profit indipendente; i donatori, OpenAI compresa, finanziano la fondazione ma non controllano il progetto. Il rovescio della medaglia è il setup: va installato e mantenuto, e per farlo rendere serve qualcuno che sappia gestire un servizio e le chiavi dei modelli.
Cosa scegliere, per contesto
- Vivi dentro ChatGPT e vuoi zero configurazione: i dots, inclusi in Pro, Business Premium ed Enterprise senza costo aggiuntivo e senza contare nei limiti di utilizzo della chat.
- Lavori su Google Workspace e hai un piano AI Pro o Ultra: Gemini Spark, per l'integrazione nativa con Gmail, Docs e Drive e per i controlli pensati per le aziende.
- Ti serve un agente personale legato a WhatsApp e alle app di consumo: Muse, se sei negli Stati Uniti: è l'unico dei tre hosted con quella integrazione, ma è anche il più vincolato geograficamente.
- Vuoi sovranità dei dati e nessun abbonamento: OpenClaw, che gira sul tuo hardware e non ha un servizio hosted. È la scelta con il controllo più alto e il costo di gestione più alto.
Un vincitore unico non c'è, perché le quattro voci ottimizzano cose diverse: due vendono un agente dentro un ecosistema, uno lo lega a un'app di messaggistica, l'ultimo lo consegna come software da far girare. Chi ha già un abbonamento Pro o un piano AI Pro trova una di queste caselle senza spendere altro; chi non vuole dipendere da un fornitore ha una sola voce in tabella.
Il vincolo che le accomuna
Tutte e quattro mettono un computer tra l'utente e le sue app, e la differenza vera è dove sta quel computer e chi tiene le chiavi. OpenAI e Google lo ospitano in un cloud isolato per agente, Meta in una macchina virtuale dedicata, OpenClaw sulla macchina di chi lo usa. Nella versione cloud il compromesso è la comodità contro il controllo; nella versione self-hosted è il controllo contro il lavoro di gestione.
Su un punto i produttori sono espliciti e conviene ripeterlo: un agente può sbagliare, e un errore su un agente che agisce ha conseguenze che una chat sbagliata non ha. Il pezzo su come si controlla un sistema che fallisce persuadendo spiega perché quell'errore non arriva mai sotto forma di silenzio.
Fonti
Fonti primarie, consultate il 30 settembre 2026:
- Introducing dots (annuncio OpenAI, 29 settembre 2026: modello, computer cloud, canali, piani e prezzo)
- Dots: Always-on agents built to handle everything (pagina prodotto ChatGPT)
- How we build safety, security, and privacy into dots (blog sicurezza OpenAI: workspace, secure sign-in, Auto-review, ricerca proattiva)
- Dots privacy, security, and safety FAQs (help center OpenAI)
- Business pricing (listino OpenAI: seggio Business Premium a 100 dollari al mese con fatturazione annuale)
- About ChatGPT Pro tiers (help center OpenAI: livelli Pro a 100 e 200 dollari al mese)
- Introducing Muse: the world's first personal AI agent (annuncio Meta, 8 settembre 2026)
- How we built safety into Muse (Meta AI Research: audit trail, bug bounty, Confidential VM)
- Muse: Meta's personal AI agent (pagina prodotto Meta)
- The Gemini app becomes more agentic (blog Google, 19 maggio 2026)
- Gemini Spark (pagina prodotto Google: disponibilità e requisiti)
- Innovations from Google I/O 26 on Google Cloud (VM effimera, Agent Gateway e DLP in ambito enterprise)
- OpenClaw: the AI that really does things (sito ufficiale: licenza MIT, fondazione, nessun piano a pagamento)
- OpenClaw docs (documentazione ufficiale: gateway self-hosted, canali, modelli)
- openclaw/openclaw (repository GitHub: release e descrizione del progetto)